Il più prestigioso premio per l'architettura va a due donne

Pubblicata il 06/03/2020
premio architettura 2020

Il più importante riconoscimento mondiale nel settore dell’architettura, il prestigioso Pritzker Prize, è stato assegnato a due donne. Per il 2020, infatti, sono state insignite di questo significativo premio Yvonne Farrell e Shelley McNamara, fondatrici dello studio di architettura Grafton, con sede a Dublino.

Questo “premio Nobel dell’architettura” rappresenta un segnale molto forte in favore non solo di queste due donne, ma di tutte le architette, che ancora fanno fatica a inserirsi in un settore perlopiù maschile.

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Chi sono le due vincitrici?

Yvonne Farrell e Shelley McNamara hanno fondato il loro studio di architettura nel 1978, dopo essersi conosciute alla Dublin School of Architecture, dove si sono formate e hanno sviluppato il loro gusto estetico, che segue uno stile forte, che vuole cercare una sinergia fra tutti gli aspetti della situazione locale in cui sorgono le loro costruzioni, fornendo situazioni diverse per ciascun progetto.

Attualmente sono entrambe membre onorarie del Royal Institute of Architects d’Irlanda.

Entrambe si sono distinte per l’attenzione all’architettura di servizio e, in particolare, scolastica, tanto che fra i loro progetto più famosi rientrano soprattutto scuole e università (fra cui la Scuola di Economia dell’Università Bocconi a Milano).

Secondo la critica, lo studio di queste due innovative architette irlandesi si concentra sul creare spazi che “onorano la storia” e che mettono al centro l’importanza dell’artigianato e dello dello sviluppo urbano nelle costruzioni, creando quella che viene definita una “vera interconnettività fra parti uguali”.

Lo studio Grafton, fondato dalle due donne, aveva già ricevuto il Silver Lion Award 2012 alla Biennale di Venezia per la mostra Architecture as New Geography.

Il significato di questo premio

L’assegnazione del Pritzker Prize di quest’anno a Yvonne Farrel e Shelley McNamara, che arriva durante la settimana della Giornata internazionale della donna, vuole lanciare un forte segnale all’interno di un mondo, quello dell’architettura, che, come affermato anche dalla giuria (composta da professioni e architetti e presieduta dall’ex giudice della Corte Suprema Stephen Breyer) che ha emesso le motivazioni della scelta delle vincitrici, è ancora “dominato da maschi”.

Con questo riconoscimento, quindi, si cerca di dare maggior visibilità alle donne che operano nel settore, raggiungendo anche risultati di tutto rispetto, che non hanno nulla da invidiare ai colleghi uomini. Incentivandone la visibilità, si spera di attirare sempre più donne all’interno del mondo dell’architettura, dimostrando come anche il loro contributo sia importante, prezioso e riconosciuto.

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