Richieste di mutuo: come sono cambiate durante il lockdown?

Pubblicata il 29/07/2020

Durante il lockdown, specialmente nelle sue fasi finali e poi quando si è ricominciato pian piano a tornare alla normalità, la voglia di comprare casa degli italiani non è diminuita. Anzi, come è ormai evidente da numerose ricerche e dai trend che si sono affermati nelle scorse settimane, post-coronavirus sempre più italiani si sono interessati alla dimensione dell’abitare e hanno riscoperto nuove consapevolezze su come vivere al meglio la casa, progettando anche di cambiarla.

Questo si è riflettuto anche nelle ricerche di immobili sul web durante il periodo di lockdown, che sono aumentate in maniera importante, così come quelle per le richieste di mutui. L’andamento dei tassi dei mutui post-covid è infatti piuttosto vantaggioso, con risvolti interessanti per chi può essere intenzionato a comprare casa.

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In aumento le richieste di mutuo

Secondo quanto rilevato, nel secondo trimestre del 2020 le richieste di mutui sulla prima casa sono salite al 32,8% del totale, mentre fra gennaio e marzo si fermavano al 29,6%, segnando così un nuovo massimo degli ultimi dodici mesi.

Altro dato interessante vede l’aumento delle richieste di finanziamento per l’acquisto di una seconda casa, saliti dal 3,3% al 3,8% e per la ristrutturazione e costruzione (dall’1,3% all’1,6%): si tratta sì di percentuali che pesano in modo minore sul totale, ma la cui crescita dimostra la rinnovata vivacità del mercato immobiliare, in cui il movimento è ricominciato e in maniera anche significativa.

La centralità delle surroghe

Una parte importante all’interno del settore dei finanziamenti è rappresentata dalla richiesta di surroghe, che nel secondo trimestre del 2020 hanno registrato solamente un lieve arretramento, passando dal 65,6% al 61,6%.

Questa leggera diminuzione delle richieste può essere spiegata in primo luogo dalle limitazioni che il lockdown ha imposto alle banche, rendendo più complessa la frequentazione degli sportelli. In secondo luogo, poi, è importante inserire il fenomeno nella più generale accelerazione che questa componente sta avendo dal secondo trimestre del 2019, quando le surroghe rappresentavano solo il 38,3% del totale delle richieste.

Su base annuale, poi, le richieste di surroghe e sostituzione stanno viaggiando a livelli che toccano i loro massimi dal 2014 e si prevede che il primato di questo tipo di domande non verrà intaccato nel breve periodo, poiché i tassi di interesse sono destinati a rimanere bassi ancora per un po’, specialmente grazie alla politica monetaria favorevole promessa dalla BCE sul lungo periodo.

Mutuo a tasso fisso: il più scelto

Sempre più mutuatari scelgono di orientarsi verso la scelta di un mutuo a tasso fisso, le cui richieste nel secondo trimestre hanno coperto il 94,9% del totale (93,1% nei primi tre mesi dell’anno): nuovo massimo assoluto. A giugno, il tasso medio applicato su mutui a 20-30 anni era pari allo 0,82% per il fisso, rappresentando quindi un nuovo minimo storico, e allo 0,75% per il variabile (entrambi in arretramento rispetto a maggio, rispettivamente dallo 0,84% e dallo 0,81%).

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