Certificato sismico: tutto quello che c’è da sapere

Aggiornata il 31/03/2021da Redazione

Il certificato di classificazione sismica è un documento che mira a valutare il rischio sismico di un’abitazione tramite un tecnico abilitato.

Come viene valutato il rischio sismico di un’abitazione? Quali sono le classi di rischio? Quando viene rilasciato il certificato sismico? Vediamo insieme cosa è necessario tenere in considerazione.

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Come si misura il rischio sismico

Per ogni edificio viene rilasciato un documento che attesta la classe di rischio sismico. I fattori presi in considerazione nella valutazione a livello sismico di un’abitazione sono due.

Il primo è il PAM (perdita annuale media attesa) che tiene conto delle possibili perdite economiche associate a un bisogno di ricostruzione di un’immobile.

Il secondo è IS-V (indice della sicurezza della vita). Per il calcolo del parametro è necessario tenere conto delle Accelerazioni di Picco al Suolo di Capacità (PGA c) e l'Accelerazione sismica di Picco al suolo di Domanda (PGA d) con cui si raggiungono gli Stati Limite previsti dalle Norme Tecniche. L’IS-V è espresso come costo annuale e ripartito come percentuale del costo di ricostruzione.

I due parametri sono sufficientemente indipendenti tra di loro per essere considerati entrambi. Per calcolare entrambi i valori si stabilisce l’IS-V con i valori minimi e massimi che possono essere inclusi dal PAM. Immaginiamo quindi un grafico che sull’asse delle ascisse mostri la possibile frequenza di un evento sismico e in ordinata le possibili perdite economiche a cui andrebbe incontro l’edificio.

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La classificazione sismica

Gli elementi che potrebbero essere soggetti a rischio sono l’edificio, le persone che vi vivono all’interno e i beni presenti all’interno.

Per ottenere un singolo indice di rischio le perdite dovrebbero essere quantificate tramite un solo parametro, in questo caso di tipo economico.

I beni, le attività economiche e le vite umane sono state escluse dalle valutazioni economiche a causa della difficile stima di questi.

L’assegnazione della classe di riferimento può avvenire in due modi:

  • con il metodo semplificato che è previsto per opere con strutture anti-sismiche ed è sufficiente in questo caso il miglioramento di una Classe di Rischio;
  • il metodo convenzionale che utilizza gli indici PAM e IS-V.

Il rischio tiene in conto tre fattori diversi:

  • la pericolosità che è la probabilità che si verifichino dei terremoti in una determinata in un particolare intervallo di tempo;
  • la vulnerabilità che si intende come “resilienza”;
  • l’esposizione che riguarda le costruzioni, i beni o la presenza umana che potrebbero subire delle perdite legati a dei danni dell’edificio.

Le classi di rischio di riferimenti sono A+, A, B, C, D, E, F, G. La classe indica il grado di solidità sismica dell'edificio. La verifica dell’edificio è inoltre a carico del proprietario e deve essere depositata presso l’Ufficio del Genio Civile.

Cosa contiene il certificato

All’interno del documento riguardante il certificato sismico devono essere presenti i seguenti dati identificativi dell’edificio:
  • i dati generali con informazioni riguardo l’edificio con apposita mappa, tipologia strutturale e geometria;
  • i dati catastali che permettano di individuare l’edificio nei registri pubblici e la classe di rischio della singola unità immobiliare corrispondente a quella dell’edificio;
  • la localizzazione sismica che permetta di ottenere una stima degli eventi sismici che si possono verificare in quella zona di riferimento.
  • i dati del Direttore dei Lavori;
  • i riferimenti della Pratica;
  • la scheda con l’indice di prestazione sismica e i relativi parametri di calcolo.

Quando è obbligatorio il certificato sismico

Il certificato sismico è obbligatorio per i nuovi edifici e per quelli che hanno subito interventi di ristrutturazione. Per edifici esistenti è obbligatoria nel caso in cui i proprietari intendano accedere ad agevolazioni.

La durata e i costi del certificato sismico

La validità del certificato non può essere superiore alla vita nominale della struttura. Nel caso di una variazione normativa che introduca nuove classi di rischio, sarebbe comunque valida la precedente certificazione.

Nel caso di interventi strutturali sull’edificio sarà necessario rifare il processo di ottenimento del certificato.

Per i costi è difficile fare una stima perché vi sono diverse variabili in gioco come la tipologia di soggetto (abitazione o edificio), se è una nuova costruzione o l'immobile ha subito un intervento di ristrutturazione.

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