Aste immobiliari 2020: i rinvii e i mancati introiti

Pubblicata il 25/01/2021da Redazione

Il Centro studi AstaSy Analitics di NPLs RE_Solutions ha realizzato il “Report Aste 2020 – Time Out” con cui ha voluto fare luce sull’andamento delle aste nel 2020. L’analisi ha preso in considerazione le 116.637 unità immobiliari messe all’asta per un corrispettivo di 16,9 miliardi di euro.

Vediamo insieme i principali aspetti emersi per le aste immobiliari nel 2020.

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Le aste rinviate

Le misure per arginare l’emergenza sanitaria hanno inciso sull’attività dei tribunali. Senza il rinvio delle aste nel 2020 si sarebbe assistito a 240 mila unità messe all’asta, rispetto alle 116.000 realizzate

Nel 2020 123 mila aste sono state rimandate a causa dell’emergenza sanitaria. I miliardi non recuperati dalla mancata vendita sono di 8,6 miliardi di euro. L’ammontare di denaro non ottenuto dai creditori per il momento è elevata, ma è possibile un recupero durante il 2021.

Il Centro Studi ha deciso di non considerare il 2020 ai fini di calcoli statistici e non può essere comparato agli anni precedenti. Le ipotesi per recuperare il denaro al momento sono due:

  • i creditori si affideranno ancora al sistema giudiziario e per varie ragioni riceveranno l’attenzione da parte di investitori e lavoratori appartenenti al settore immobiliare riducendo la capacità di recupero del 25%
  • tramite attività stragiudiziali si mira a chiudere accordi con i debitori tramite la cessione di crediti o l’offerta di acquisto diretta a procedure concorsuali. Le procedure concorsuali riguardano tutte quelle vendite che fanno capo a ristrutturazioni del debito, liquidazioni coatte amministrative, concordati preventivi e fallimenti.

Le aste effettuate

Delle 116.637 aste effettuate oltre il 41% ricade nelle regioni del Nord Italia. Il livello di immobili residenziali è sceso sotto al 50%; per quanto riguarda l’origine il 70% proviene da esecuzioni immobiliari, mentre il 28% da procedure concorsuali. La percentuale di immobili residenziali è diminuita in modo deciso a causa dei decreti “anti-pignoramento”.

L’89% delle esecuzioni immobiliari riguarda bene il cui valore d’asta è inferiore a 250.000€.

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