Aste immobiliari: gli effetti del covid sulle esecuzioni giudiziarie

Pubblicata il 21/08/2020
aste immobiliari covid

Durante il periodo del lockdown, sono state molte le attività commerciali e le imprese che hanno dovuto ovviamente interrompere le loro attività e fra queste rientrano anche le aste immobiliari. Secondo quanto rilevato, infatti, il settore ha visto un calo importante del numero di esecuzioni per il primo semestre del 2020, calcolabile intorno al 40%.

Per la seconda metà dell’anno si prevede una conclusione in calo, poiché il numero di compravendite “perse” sarà difficile da recuperare nel breve periodo, ma l’Osservatorio di settore ha già rilevato la possibilità di un ritorno alla normalità per quel che riguarda l’andamento del comparto nel post-lockdown nel medio periodo.

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Come è iniziato il 2020 per le aste giudiziarie?

Secondo i dati contenuti nell’importante report “Studio dei tempi delle esecuzioni italiane”, un’analisi dell’andamento del settore delle aste giudiziarie giunto quest’anno alla sua sesta edizione, i dati relativi al primo semestre 2020 hanno visto, come detto, un calo in media del 40% rispetto allo stesso periodo del 2019.

In alcune città particolarmente colpite dall’emergenza sanitaria, i numeri della crisi delle aste giudiziarie sono anche superiori, specialmente in realtà come quelle di Piacenza (-76,6%) e Lodi (-60, 42%), dove la pandemia è stata particolarmente grave.

Questi numeri si spiegano in primo luogo a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, ma anche, in parte, come conseguenza del decreto legge Cura Italia, che ha bloccato i pignoramenti per le abitazioni principali fino al 31 ottobre.

Com’era la situazione prima del covid?

Prima dell’avvento dell’epidemia la fotografia del settore delle esecuzioni immobiliari mostrava un settore decisamente più attivo e dinamico. Secondo il report, durante il 2019 la produttività dei tribunali era molto cresciuta, portando quindi gli uffici giudiziari alla chiusura di ben 89.913 procedure esecutive, con un saldo positivo del 104% rispetto a quanto rilevato per il 2018.

Nonostante si sia registrato un leggero allungamento del tempo medio di definizione delle pratiche (150 giorni in più rispetto al 2019, quindi con 4,62 anni totali necessari per portare a compimento il processo di acquisizione di un immobile tramite asta immobiliare), questo è dovuto al gran numero di procedimenti chiusi.

In generale, nel 2019 il panorama delle aste immobiliari italiane si configurava in linea con la media europea, con una durata dei procedimenti di circa 3 anni. Per il 2020, la situazione è decisamente peggiorata a causa dell’epidemia, ma si spera a un ritorno alla normalità nel medio-lungo periodo, vista la nuova solidità acquisita dal comparto negli ultimi anni.

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