Il Coronavirus influenza anche i tassi dei mutui

Pubblicata il 13/02/2020da Redazione

Il Coronavirus, la cui epidemia è esplosa in Cina ormai da qualche settimana, non sta avendo come unico effetto collaterale la morte e l’infezione di numerose persone. Sono già evidenti, infatti, anche le conseguenze che il virus sta lasciando sul sistema economico non solo cinese, ma mondiale.

In particolare, è stato rilevato come da metà gennaio, cioè da quando la crisi legata all’epidemia è andata aggravandosi, l’indice Eurirs (ovvero il tasso base per calcolare gli interessi fissi) ha subito un brusco calo.

Quali sono quindi gli effetti del Coronavirus sul settore dei finanziamenti?

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Un grosso impatto sui mercati finanziari

Da un’analisi effettuata da Il Sole 24 Ore è emerso come da quando è iniziata questa crisi sanitaria sia aumentata la volatilità della Borsa e che, soprattutto, i tassi obbligazionari sono scesi. All’interno dello studio si analizzano in modo specifico, fra i dei tassi delle obbligazioni di Stato, i buoni del tesoro Treasury degli Usa e il Bund tedesco, poiché si tratta di beni rifugio a cui è facile che gli investitori si rivolgeranno in vista del previsto rallentamento dell’economia mondiale come conseguenza della frenata che sta avendo l’economia cinese. Aumentando l’acquisto di questi beni, i loro rendimenti scenderanno e questo avrà come conseguenza l’abbassamento anche dei tassi.

Ovviamente, in Cina l’effetto si è sentito in modo ancora più drammatico, con conseguenze anche sul settore immobiliare. Durante la prima settimana di febbraio, infatti, è stata registrata una drammatica diminuzione della vendita di abitazioni. Secondo i dati (ancora provvisori), su un campione di 36 città maggiori è registrata una flessione del -90% di vendita di appartamenti rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il calo degli indici Euris

A risentire dell’epidemia sono, come detto, anche gli indici Eurirs, da cui dipendono strettamente i mutui, i cui tassi sono definiti dalla somma dell’indice Eurirs (di solito quello corrispondente alla durata del contratto) e uno spread deciso dalla banca.

Il calo, nell’ordine dei 20-30 punti base, ha visto quest’accellerazione al ribasso a partire da metà gennaio, ovvero da quando l’emergenza legata al Coronavirus si è fatta più grave e si sono registrati anche i primi casi in Europa.

A livello concreto, questo significa che chi si rivolge oggi a una banca per stipulare un nuovo mutuo a tasso fisso potrà godere di condizioni decisamente più favorevoli rispetto a quelle che si avevano alla fine del 2019. Bisogna però tenere in conto che, vista l’estrema volatilità dei tassi Eurirs, non è detto che il tasso risultante dal preventivo richiesto all’inizio di febbraio 2020 sia poi quello effettivo, poiché mediamente dalla richiesta alla stipula passano 60-90 giorni, un intervallo di tempo in cui i tassi possono variare, anche profondamente, come è provato da questa vicenda.

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