Imposta di registro prima casa: nel 2020 stop all’aumento

Pubblicata il 15/11/2019
imposta prima casa

Stop all’aumento previsto sull’imposta ipotecaria e catastale sui trasferimenti immobiliari soggetti all’imposta di registro. Anche se inizialmente il Governo aveva annunciato un aumento delle imposte ipocatastali per il 2020, nell’ultimo bilancio programmatico l’aumento (che prevedeva il pagamento di una tassa per l’ammontare di 150 euro) è stato bloccato, mantenendo l’ammontare dell’imposta a 50 euro. Nella stessa manovra è prevista anche una riduzione del 25% delle stesse imposte per gli acquisti soggetti a Iva, ovvero quello che avvengono direttamente dall’impresa costruttrice, con una diminuzione da 200 a 150 euro. Fonti di Governo spiegano: “Si va nella direzione di eliminare balzelli e mini balzelli, alleggerendo la tassazione”.

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Imposta di registro ipotecaria e catastale: di cosa si tratta?

Cosa intendiamo quando parliamo di imposta di registro ipotecaria e catastale? Gli immobili, sia che si tratti di terreni che di fabbricati, sono soggetti all’imposta catastale e ipotecaria di registro. Si tratta di un prelievo che avviene al momento della compravendita ed è di solito incassato dal notaio che segue le pratiche di compravendita e che si occuperà successivamente di versarlo allo Stato. Questa imposta riguarda:

  • il reddito delle persone fisiche, che si somma al reddito degli immobili posseduti. Sul reddito complessivo così risultante si calcolano l’Irpef e le addizionali regionali e comunali, calcolate in base ad aliquote progressive a scaglioni. Il risultato è che lo stesso immobile può avere tassazioni differenti, con un importo dovuto maggiore per i redditi complessivi elevati rispetto a quelli di entità minore. In questo caso, quando si tratta di compravendita tra vivi, è dovuta l’imposta di registro o, in alternativa, l’Iva e le imposte ipotecaria e catastale;

  • il trasferimento mediante donazione, compravendita o successione ereditaria;

  • la proprietà intesa come possesso dell’immobile;

Quali sono i requisiti per fare richiesta di agevolazioni per la prima casa?

Questo provvedimento è stato pensato per agevolare ulteriormente chi decide di acquistare una prima casa, ma ci sono diversi requisiti necessari per poter avere diritto non solo a questa iniziativa, ma a tutte le altre messe in campo (es. Iva ridotta e detrazioni Irpef) a supporto dell’acquisto di un immobile di questo tipo. I requisiti che servono per far richiesta delle agevolazioni per l’acquisto di prima casa sono:

  • che l’immobile soggetto a compravendita non sia considerato “di lusso” e che rientri nelle categorie catastali A/1 e A/11;

  • l’immobile in questione deve essere situato dove l’acquirente ha la residenza, dove intende stabilirla entro i 18 mesi successivi all’acquisto (e, nel caso, deve essere dichiarato all’atto dell’acquisto) o dove è situato il posto di lavoro;

  • l’acquirente non deve essere proprietario (neanche in comunione dei beni o con diritto di usufrutto) di nessun altro immobile situato nel comune in cui intende effettuare l’acquisto;

  • non aver già usufruito di agevolazioni per la prima casa, in quanto è possibile farne richiesta solo una volta;

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