Investimenti in case vacanze: le opportunità del mercato post-covid

Pubblicata il 28/09/2020
case vacanze post covid

Le conseguenze dell’emergenza sanitaria che ha investito il nostro paese hanno colpito duramente il settore del turismo e, di riflesso, il mercato delle case vacanze. Nonostante questo inevitabile momento di stop, però, gli esperti del comparto prevedono che la ridefinizione delle modalità di vita e delle abitudini dovute all’epidemia potranno dare una nuova spinta al settore, rivoluzionando nel prossimo futuro il mercato degli affitti turistici e l’investimento nelle case vacanze.

Per chi sta quindi pensando di comprare casa per effettuare un investimento di questo genere, potrebbe essere quindi un buon momento per guardarsi intorno, complici anche le ottime previsioni di crescita per il mercato immobiliare 2021, e prendere in considerazione le modifiche e le opportunità che offrirà questo comparto.

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Cambiano i luoghi

Per il mercato delle case vacanze si aprono post-coronavirus dei nuovi interessanti scenari. In primo luogo, gli esperti individuano nell’investimento in case vacanze lontano dai grandi centri economici un trend da seguire: puntando su aree che possono avere ottime possibilità di sviluppo a breve termine e in cui il costo degli immobili è minore, si può infatti trarre un maggior vantaggio.

In questo senso, infatti, potrebbero emergere come più interessanti a livello turistico località meno conosciute e meno affollate, ma comunque ben servite, specialmente nelle aree di montagna e di lago, in passato più trascurate rispetto al mare, ma che ora potrebbero avere una rivalsa.

Smart working come nuova prospettiva

Per chi vuole investire in una casa vacanze, nel futuro puntare sull’attrezzarla per lo smart working potrebbe rappresentare un valore aggiunto. Durante i mesi passati, infatti, è emerso come molti lavoratori abbiano scelto di fare smart working da località di vacanza, per approfittare finita la giornata lavorativa e nel weekend dei servizi e delle attrazioni di queste località.

Secondo quanto rilevato, il periodo medio di permanenza del “turista” in smart working è passato da una a due o anche tre settimane, facendolo diventare un mercato potenziale piuttosto interessante ai fini di una locazione turistica, anche in periodo che generalmente sarebbero considerati meno attrattivi (facile è, infatti, immaginare questo tipo di prenotazioni spalmate lungo tutto il corso dell’anno e non solo in alta stagione).

Da seconda a prima casa

In una prospettiva più a lungo termine, poi, non è da escludere che molte di quelle che attualmente sono o possono essere case vacanze potrebbero diventare soluzioni prima casa. Visti infatti i prezzi più bassi in tante località turistiche meno di punta e nel sud Italia e le nuove prospettive aperte dal lavoro remoto, sempre più persone potrebbero scegliere di abitare piccoli centri e ripopolare le cittadine che, finita la stagione turistica, solitamente si spopolano.

Gli esperti, comunque, vedono questo scenario come più possibile sul lungo periodo e in seguito a un cambio importante di paradigma, in quanto si tratterebbe di una vera e propria inversione di tendenza, che potrebbe stravolgere il concetto che attualmente di abitare verso una dimensione più nuova, definita degli “smart village”.

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