Prezzi e compravendite immobiliari: cos’è cambiato post-covid?

Pubblicata il 30/07/2020
prezzi compravendite covid

Ora che la fase di emergenza dovuta all’epidemia di coronavirus è rientrata e che le agenzie immobiliari hanno ripreso le loro regolari attività è più facile osservare a quello che è l’andamento del mercato immobiliare, analizzando con più chiarezza cosa è cambiato per il settore e formulando delle previsioni per l’immobiliare post-covid.

Come si sono modificati i prezzi e in quale misura sono diminuite le compravendite in conseguenza del lockdown? E, soprattutto, quale andamento possiamo aspettarci nei prossimi mesi da questi punti di vista per il real estate residenziale in Italia?

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I dati sulle compravendite

Per quel che riguarda il numero delle persone che hanno deciso di vendere casa e di comprare casa nei primi tre mesi del 2020, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato un calo delle transazioni del 15,5%. Questo dato è facilmente interpretabile con il momento di pausa obbligato vissuto dalle agenzie immobiliari al fine di rispettare le regole di distanziamento sociale e isolamento previste dal lockdown.

Realistico pensare che, nonostante il mercato abbia ripreso un andamento simile a quello precedente alla crisi, queste compravendite “mancate” non verranno riassorbite del tutto durante il corso di quest’anno, ma che ci vorrà anche parte del prossimo anno per tornare ai livelli del pre-covid dal punto di vista del numero delle transazioni annuali concluse. Tuttavia è da segnalare il dinamismo con cui sono riprese le compravendite, a testimonianza sia della voglia di concludere ciò che era rimasto in sospeso che di una ricerca della casa e di un’attenzione all’abitare molto viva.

Secondo le previsioni, il 2020 potrebbe concludersi con circa 100.00 compravendite immobiliari in meno rispetto al 2019.

Come variano i prezzi?

Da quanto è stato rilevato è emerso che, specialmente nelle grandi città, i prezzi degli immobili stanno rimanendo stabili, con abbassamenti solo nel caso in cui i proprietari abbiano particolare fretta di vendere. Rispetto al passato, però, sembrano soffrire maggiormente le aree centrali, che attiravano soprattutto investitori, mentre attirano maggiormente le aree periferiche, in quanto percepite come più spaziose, ariose e ricche di verde.

In generale, ci si aspetta una tenuta migliore dei valori in tutte quelle zone in cui si ha una buona concentrazione di servizi e negozi di vicinato, così come le zone periferiche e dell’hinterland delle città di medio-grande dimensione che possono offrire soluzioni indipendenti e di metratura più ampia a prezzi maggiormente accessibili.

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