Investimenti immobiliari post-covid: su quali settori puntare?

Pubblicata il 01/07/2020da Redazione

Secondo le prime rilevazioni sull’andamento dell’economia italiana post-coronavirus, ora che l’emergenza sanitaria si è attenuata e si sta tornando lentamente e con cautela alla vita normale, il settore immobiliare ha reagito bene al covid , tornando, dopo un ovvio momento di stop dovuto al rispetto delle regole del lockdown, in breve periodo ad andamenti simili a quelli precedenti l’epidemia.

Investire nell’immobiliare, visti anche i tassi molto convenienti dei mutui post-covid, potrebbe quindi essere un’ottima idea, sia perché può essere un modo di puntare sulla futura ripresa del paese, sia per aiutare il rilancio del settore nel suo complesso. Su cosa puntare, però, per fare un investimento sicuro?

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Investire in un immobile residenziale nel 2020

Comprare casa, puntando su un’abitazione da mettere a reddito, può essere una scelta accessibile a molti cittadini e non solo ai grandi investitori del settore immobiliare. Come è già stato osservato dagli esperti, analizzando l’andamento del mercato nelle scorse settimane, il residenziale è il settore di punta dell’immobiliare post-covid e investire ora su un’abitazione, approfittando dei tassi bassi dei mutui, può rappresentare un’ottima decisione sul lungo periodo.

Negli ultimi cinque anni, la componente di acquisto per investimento da parte degli italiani è aumentata dal 18,5% al 25%, poiché sono sempre di più coloro che scelgono di puntare sul mattone, sempre più considerato una fonte sicura di guadagni. Oltre alla rivalutazione del capitale investito, chi sceglie il residenziale è attirato anche dal rendimento medio annuo lordo della locazione, che, per un bilocale, si aggira mediamente intorno al 5%: una buona fonte di sostegno al reddito, che può rivelarsi molto utile, specialmente vista la complessa situazione che sta affrontando il paese a causa dell’epidemia.

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Diversificare il portafoglio

Se si hanno a disposizioni maggiori liquidità, prendendo esempio dai grandi investitori, un’altra possibilità è quella di diversificare il proprio portafoglio di investimenti, puntando non solo sul sicuro settore residenziale, ma anche su altri asset che nell’ultimo periodo hanno mostrato un buon andamento.

Prima dell’emergenza sanitaria, il settore commerciale e il settore terziario, ad esempio, stavano registrando un aumento delle compravendite (rispettivamente del 6,5% e del 4,8%) e ora che la situazione si sta normalizzando anche per questo segmento, gli esperti dicono che questi dati positivi possono evidenziare un interesse verso queste tipologie, sia per medi che grandi investitori, specialmente, anche in questo caso, nell’ottica della locazione a terzi. Ben l’80,6% delle richieste per il segmento dei negozi, infatti, è orientato alla locazione, con una predilezione per le metrature dai 50 mq e inferiori, oggi con un rinnovato interesse anche per i negozi con aree esterne di pertinenza.

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