Guida alla classificazione energetica degli edifici

Pubblicata il 24/09/2019
Classificazione energetica

Quando si deve acquistare oppure vendere una casa, una delle caratteristiche maggiormente importanti da tenere in considerazione è rappresentata dalla classificazione energetica. Ecco tutto quello che bisogna conoscere in merito a questo determinato dato, affinché una trattativa di compravendita possa essere maggiormente chiara e priva di potenziali elementi che la rendono meno semplice del previsto da concludere.

Cosa si intende per classificazione energetica degli edifici

Quando si parla di classificazione energetica degli edifici si fa riferimento ai consumi di corrente elettrica che vengono effettuati nel momento in cui bisogna rinfrescare o riscaldare quella struttura edile, così come la capacità della stessa di produrre l'acqua calda e mantenere illuminata l'abitazione o il locale commerciale.

Questo determinato dato viene studiato con estrema cura e la classificazione viene effettuata da parte degli esperti del settore il cui compito è appunto quello di valutare quali siano le capacità di quell'edificio in merito al consumo energetico che viene prodotto. I test vengono svolti con estrema cura visto che ogni singolo tipo di edificio è caratterizzato da un livello di classe energetica ben preciso: il valore viene espresso in EPgl, ovvero energia prestazione dell'energia globale e indica il consumo di kilowatt orari annuali per metro quadro, dettaglio fondamentale che permette di inserire, in maniera ben precisa, un edificio in un determinato gruppo di consumo.

A cosa serve la classificazione energetica degli edifici

Questo parametro assume la massima importanza durante la fase di compravendita e spesso questo è maggiormente rilevante rispetto ai metri quadri, numero di camere e altri dettagli che vanno a contraddistinguere quel tipo di edificio. Il consumo energetico permette al futuro acquirente di capire effettivamente quali sono le spese che devono essere sostenute, sia mensilmente che annualmente, per poter mantenere calda o fresca l'abitazione durante i periodi dell'anno dove le temperature tendono a raggiungere dei livelli che sono assai rigidi e che creano non pochi disagi una volta che ci si trova all'interno dello stesso edificio.

Grazie a questo dato è possibile quindi capire per quanto tempo devono essere sfruttati i sistemi di condizionamento della temperatura di quell'edificio e inoltre è molto importante sottolineare come, molti venditori e acquirenti, grazie a questo genere di informazione, riescano a capire quali siano i lavori che devono essere svolti per rendere quell'edificio migliore sotto questo profilo.

Molte compravendite vengono concluse in tempistiche brevi proprio grazie all'inserimento di questo particolare dato: chi vuole evitare delle grosse spese si focalizza quindi su un tipo di edificio il quale viene caratterizzato da una classe di consumo energetico abbastanza bassa mentre, coloro che sono intenzionati ad acquistare un immobile a prezzo modesto e non temono di affrontare delle grosse spese future, si possono concentrare sugli edifici con classe di consumo elevata per poi focalizzarsi sugli interventi futuri che devono essere svolti per migliorarla.

Pertanto la classe energetica assume un grosso risvolto durante la fase di compravendita di un immobile, sia che si parli di un'abitazione che di un edificio che viene sfruttato per motivi lavorativi.

Le classi di consumo energetico degli edifici

Ma parliamo ora delle classi di consumo energetico degli edifici, partendo col dire che queste partono dalla lettera G fino ad arrivare a quella A4: nel primo caso il consumo energetico riscontrato nell'abitazione tende a essere abbastanza elevato mentre, per quanto concerne la classe A4, le spese che si sostengono per mantenere fresca o calda l'abitazione sono assai contenute.

La classe G è caratterizzata da un valore pari o superiore a 3,5 EPgl, quindi si parla di un'edificio senza infissi di ultima generazione e con pareti che hanno un potere di isolamento termico sostanzialmente inesistente.

La classe F, ovvero quella leggermente migliore, è caratterizzata da un consumo compreso tra i 2,61 EPgl e fino a un massimo di 3,49 EPgl.

La classe E, dove il leggero miglioramento porta i valori tra 2,01 e 2,59 mentre, la classe precedente ovvero la D, comporta un consumo compreso nella fascia 1,51-1,99 EPgl.

Tra le famiglie di edifici con consumo energetico meno elevato spicca quella C, i cui valori si assestano a livelli compresi tra 1,21 e 1,49, con la classe B che invece segna un intervallo compreso tra 1,01 e 1,19.

Il primo gruppo della classe A comporta un consumo pari a 0,81 e 1 mentre la A2 tra 0,61 e 0,79.

Le classi di consumo meno elevate sono la A3, con consumi pari a 0,41 e 0,60 e la classe A4, caratterizzante edifici dove i consumi energetici sono quasi nulli, che non supera il valore di 0,40 all'anno. Pertanto puntare su quest'ultima classe vuol dire pagare una somma di denaro abbastanza elevata inizialmente ma risparmiare sui consumi energetici sostenuti per riscaldare e/o mantenere fresca la propria casa.

Da chi viene svolto il controllo del consumo energetico

Quando si deve mettere in vendita l'edificio il controllo sul consumo energetico viene svolto da parte di un certificatore autorizzato, il cui obiettivo è quello di valutare tutti gli elementi che vanno a comporre l'abitazione stessa, facendo quindi in modo che la classe possa essere reale e quindi che l'edificio venga inserito in un gruppo corretto.