Dopo quanti anni si puo vendere una casa donata?

Aggiornata il 13/07/2021da Redazione

Quando una persona entra in possesso di un’abitazione donata dai genitori, ed intende venderla, è necessario risolvere alcune problematiche.

Vediamo dopo quanti anni si può vendere una casa donata.

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Quanti anni devono passare dalla donazione?

Quando si entra in possesso di un immobile donato il rischio è quello di incorrere in possibili contestazioni fiscali.

Se si entra in possesso di un’abitazione, donata ad esempio dai genitori, è necessario prestare attenzione a due problematiche.

La prima problematica potrebbe essere il fatto di aver dichiarato che l’immobile è la tua prima casa e hai usufruito di agevolazioni fiscali. In tal caso sarà necessario aspettare il termine necessario per non perdere le agevolazioni.

La seconda problematica può riguardare gli eredi che potrebbero dichiarare di non aver ricevuto una quota legittima equa e la contestazione potrebbe riguardare il potenziale acquirente.

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Le agevolazioni del bonus prima casa

Nel caso in cui si acquisti o si riceva in donazione un immobile è sempre necessario pagare delle tasse.

Le agevolazioni riguardanti la prima casa sono:

  • iva al 4% invece del 10% nel caso in cui l’acquisto sia avvenuto da parte di un’azienda;

-** imposta catastale di 200 euro** nel caso di acquisto da parte di un’azienda e di 50 euro per un soggetto privato;

  • imposta di registro ridotta dal 9% al 2%;
  • esenzione dall'imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie sugli atti assoggettati all'imposta di regsitro.

Il tempo da aspettare prima di vendere casa, al fine di non perdere le agevolazioni, è di 5 anni dal momento del rogito. Nel caso in cui si venda l’abitazione prima del termine sarà necessario pagare le imposte non pagate in precedenza e sostenere i relativi interessi di mora.

Se non si è usufruito di agevolazioni, è possibile vendere la casa in ogni momento.

L’azione di riduzione e il recupero dell’immobile

Nella situazione in cui vi sia un’eredità tra fratelli, uno dei fratelli potrebbe ottenere ad esempio l’immobile e gli altri eredi solo una parte del conto corrente con un valore decisamente inferiore rispetto al valore dell’immobile.

Nel caso in cui il fratello venda l’immobile, gli altri eredi legittimari potranno esercitare l’azione di riduzione.

La situazione in questo caso non è frequente perché sono poche le persone che acquistano una casa donata e le banche tendono a non finanziare compravendite di questo tipo.

Gli eredi avranno un periodo di tempo in cui esercitare il proprio diritto all’eredità. I termini a cui fare attenzione sono due:

  • entro 10 anni dal momento dell’apertura della successione per agire contro il donatario e ottenere parte dell’eredità legittima;
  • 20 anni di tempo è il tempo a disposizione per poter agire contro terzi che avessero acquistato la casa proveniente dalla donazione.

Una volta concluso il termine dei 10 anni, gli eredi legittimari non potranno richiedere la parte dell’eredità spettante loro.

Per i terzi acquirenti il rischio è quello di acquistare un’abitazione ed essere obbligato alla restituzione dell’immobile agli eredi legittimari. Una soluzione per evitare questo problema è richiedere agli eredi legittimari un atto di rinuncia all’azione di rivalsa sul bene.

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