Bologna è la seconda città in Italia per tempistiche di compravendita immobiliare

Pubblicata il 06/05/2020
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Il mercato immobiliare di Bologna si è distinto fra il 2019 e il 2020 come uno dei più vivaci e interessanti di tutta Italia, una condizione di partenza solida che potrà certamente favorire questa realtà durante la necessaria fase di ripresa che dovrà esserci dopo la forzata pausa dovuta all’epidemia di coronavirus che ha colpito il nostro Paese.

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Compravendite in tempi rapidi

Il dato più interessante che emerge rispetto al mercato immobiliare bolognese è la velocità con cui si concludono le compravendite immobiliari. Bologna è, infatti, la seconda città nella classifica delle tempistiche di vendita, preceduta solamente da Milano (che ha visto una crescita del +6,9%), con una crescita del +6,2%.

In concreto, per vendere un immobile a Bologna sono necessari attualmente intorno a 109 giorni. Queste tempistiche hanno subito una inevitabile dilatazione a causa dell'attuazione delle misure di sicurezza per il contenimento dell’epidemia di covid-19 e può essere che sul breve periodo tornino quindi a crescere, ma si prevede in pochi mesi un ritorno all’andamento pre-crisi, vista la buona salute pregressa del mercato residenziale della città.

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Grande richiesta di trilocali

Il mercato immobiliare bolognese vede un grandissimo movimento, con una domanda a cui l’offerta fa quasi fatica a stare dietro. In particolare, è molto alta la richiesta di trilocali, rispetto ai quali la richiesta è aumentata (a Bologna come in altre grandi città italiane, dove si è registrato un trend analogo), in contemporanea anche a una maggiore accessibilità di questa tipologia di taglio. I trilocali vengono scelti soprattutto come prime case, ma non mancano gli acquisti a fine di investimento, specialmente nelle aree universitarie e turistiche, dove tagli di questo tipo ben si prestano a una suddivisione interna per ospitare più persone conviventi.

Una richiesta di circa il 20% dei potenziali acquirenti di registra sia per bilocali che per quadrilocali, mentre risulta in leggera contrazione la percentuale di coloro che ricercano tagli più ampi. Non è da escludere, però, che ci sia un ritorno di interesse verso quest’ultima tipologia, visto il cambio delle preferenze degli italiani in ambito immobiliare in seguito all’epidemia di coronavirus, con una rinnovata preferenza per gli spazi ampi e per le aree esterne.

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