Accertamento Imu: cosa fare se arriva?

Pubblicata il 26/02/2020da Redazione

Anche se è stata introdotta una nuova modalità di pagamento per le tasse sulla casa (la cosiddetta Super Imu), questa non “salva” dalla possibilità di ricevere degli avvisi di accertamento relativi ai pagamenti dell’Imu degli anni passati.

Come bisogna comportarsi nel caso si riceva un simile avviso? E soprattutto, se si ha a che fare con un accertamento dell’Imu è più saggio procedere direttamente al pagamento o provare a fare ricorso?

Ecco qualche informazione utile per poter valutare il comportamento migliore da assumere in base alle eventualità che si presentano.

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In cosa consiste l'accertamento Imu?

Nell’avviso di accertamento dell’Imu si troveranno le seguenti indicazioni:

  • l’ammontare delle somme dovute da pagare, che comprenderanno anche gli interessi e le eventuali sanzioni

  • le modalità e i termini entro cui effettuare il pagamento della somma dovuta

  • l’ufficio competente presso cui è possibile ricevere tutte le informazioni riguardo l’accertamento e il nominativo della persona responsabile di questo procedimento

  • l’organo presso il quale si può eventualmente procedere, se lo si desidera, all’impugnazione dell’atto

  • le modalità tramite cui si può presentare il ricorso in autotutela

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Quali sono le sanzioni in cui si può incorrere?

Per quel che riguarda le sanzioni previste, secondo quanto dichiarato nell’articolo 13 contenuto nel decreto legislativo 471/1197, si prevede l’applicazione di un importo che è pari al 30% dell’imposta dovuta in caso di mancato pagamento.

Poiché nel caso dell’Imu si tratta di un tributo locale, non c’è la possibilità di procedere a una riduzione automatica, ma il Comune può decidere autonomamente come muoversi da questo punto di vista.

Con la legge di bilancio promulgata per il 2020 è stata però introdotta una possibilità ulteriore, ovvero quella di un “ravvedimento lungo” anche nel caso si tratti di tributi locali. In particolare, questa consiste nell’introdurre l’opzione di regolarizzare il pagamento entro un periodo più lungo (fino a cinque anni). Quest’estensione è però possibile solo fino al momento in cui arriva l’accertamento Imu. Nel momento in cui si riceve l’atto, le possibilità sono unicamente due:

  • contestare la richiesta del Comune ricorrendo all’autotutela se si è già pagato o se è stato commesso uno sbaglio

  • procedere al pagamento dell’imposta dovuta, comprese le relative sanzioni

Le possibilità per il ricorso in autotutela

Si può ricorrere in autotutela se c’è stato un errore:

  • nel soggetto tenuto a pagare l’imposta

  • di calcolo

  • sul presupposto della tassa

  • di agevolazioni non considerate

  • di doppia imposizione

  • di non considerazione di pagamenti in realtà effettivamente eseguiti

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