La qualità energetica degli immobili non cresce

Pubblicata il 11/05/2021da Redazione

Durante il 2020 non è avvenuta una crescita della qualità energetica degli immobili in Italia.

Il report che fotografa la situazione è stato elaborato da ENEA, l’Istituto per la Competitività e la Federazione Italiana degli agenti immobiliari professionisti (FIAIP).

Vediamo insieme i principali risultati di questo report.

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I risultati del report

La maggior parte degli immobili appartiene alla classe energetica G, alla quale corrisponde una bassa qualità energetica ed un maggior consumo energetico. L’accelerazione prevista della qualità energetica non è avvenuta e nel 2020 si è assistito ad un calo delle compravendite in parte dovuto allo stop dei lavori di ristrutturazione per la pandemia.

Per le nuove abitazioni, l’80% appartiene alle classi energetiche A1-4 e B. La percentuale così elevata è dovuta agli standard minimi di efficienza energetica stabiliti per legge per i nuovi edifici.

Si è assistito ad un calo invece per quanto riguarda gli immobili sottoposti a ristrutturazione e venduti sul mercato (dal 36% del 2019 al 30% del 2020). La ristrutturazione rappresenta un tassello fondamentale per migliorare la qualità energetica degli edifici e da tenere in considerazione saranno gli impatti del Superbonus 110%.

L’85% dei monolocali e il 74% delle villette a schiera corrispondono alle classi energetiche tra la G e la D. Per le classi A1-A4 le villette a schiera che rientrano in questi standard sono il 16%, mentre per le ville unifamiliari l’11%.

Le barriere alla crescita di immobili con un’alta qualità energetica

Gli elementi principali che ostacolano la crescita degli immobili con un’alta qualità energetica di questo tipo sono da ricondurre in parte a fattori di carattere finanziario. La disponibilità di un’elevata somma di denaro e la necessità di pagare in anticipo i lavori frenano le persone dal compiere degli interventi di ristrutturazione.

Il 36% del campione degli agenti immobiliari FIAIP sostiene che il Superbonus 110% abbia mostrato i suoi effetti sul mercato e un 12% crede che avrà un impatto significativo.

Secondo il Vicepresidente di I-Com le misure che potranno avere il maggiore impatto sono:

  • una domanda del mercato immobiliare per edifici con una qualità energetica maggiore;
  • gli effetti del Superbonus 110% sulle ristrutturazioni;
  • l’entrata in vigore delle norme riguardo gli edifici ad impatto quasi zero.

Un’ultima misura che potrà avere effetto in futuro è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza con una dote di 15 miliardi di euro dedicati ad interventi di efficienza energetica.

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