Vendere casa dopo aver chiesto il bonus ristrutturazione: come fare?

Pubblicata il 04/09/2020
vendere bonus ristrutturazione

Sono numerosi i bonus per la casa che permettono ai proprietari immobiliari di usufruire di importanti agevolazioni e benefici fiscali nel caso decidano di svolgere dei lavori di ammodernamento e miglioramento della propria abitazione. Fra questi rientra anche il bonus ristrutturazioni, prorogato anche per il 2020 per permettere a chi possiede un immobile di poter svolgere interventi di ristrutturazione con la possibilità di beneficiare di una significativa detrazione fiscale. In particolare, il bonus ristrutturazioni consiste in una detrazione del 50%, a cui si ha diritto nel caso si mettano in atto interventi di recupero di singole unità immobiliari o di parti comuni degli edifici condominiali.

Cosa succede, però, se si usufruisce del bonus ristrutturazione per un immobile e poi si sceglie di vendere casa per procedere a comprare casa per trasferirsi in un’altra abitazione? Scopriamolo insieme, facendo riferimento a quanto dichiarato in merito dagli organi competenti.

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La detrazione passa all’acquirente

Rispondendo alle domande più frequenti dei contribuenti in materia di bonus fiscali per l’immobiliare, il Fisco ha precisato in una nota che, in base alle disposizioni del Codice che regola questo tipo di materia, in caso di vendita dell’unità immobiliare sul quale sono stati realizzati degli interventi con beneficio, “la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita per i rimanenti periodi d'imposta all’acquirente persona fisica dell’unità immobiliare”.

Questo significa, quindi, che sarà la parte che acquisterà l’unità immobiliare che potrà continuare a riscuotere i rimborsi dovuti in seguito alla richiesta del bonus ristrutturazione per i lavori svolti all’interno dell’abitazione dalla precedente proprietà.

Possibilità per il venditore

Questa misura, che prevede il trasferimento del beneficio maturato dal proprietario dell’immobile che ha richiesto la detrazione a quello che lo acquista in un secondo momento, è valida in qualsiasi circostanza, salvo diverso accordo fra le due parti coinvolte nella compravendita immobiliare.

In questo senso, quindi, il primo proprietario dell’unità immobiliare può dichiarare, nel caso lo desideri, che la detrazione rimanga in capo a lui, specificandolo nelle note relative del contratto di compravendita.

Anche l’Agenzia delle Entrate è intervenuta per precisare che, nel caso in cui nel contratto di compravendita non risulti nessun accordo di questo tipo fra le parti, “la conservazione in capo al venditore delle detrazioni non utilizzate può desumersi anche da una scrittura privata, autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato e sottoscritta da entrambe le parti”, dando quindi un’ulteriore possibilità alla parte venditrice di mantenere in capo a sé il beneficio. Nella scrittura privata deve comunque essere specificato che l’accordo preso in tal senso esisteva sin dalla data del rogito.

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