Certificato di destinazione urbanistica: cosa c’è da sapere

Aggiornata il 08/07/2021da Redazione

Quando si vende una proprietà uno dei documenti che il notaio potrebbe richiedere da allegare all’atto, quindi in caso di rogito, è il Certificato di Destinazione Urbanistica.

Ma è sempre necessario? Dove è possibile richiederlo? Quanto costa l’emissione del CDU? Attraverso questa breve guida facciamo un po’ di chiarezza sull’argomento.

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Che cos’è quindi il Certificato di Destinazione Urbanistica?

Definiamo innanzitutto cos’è il CDU per l’appunto il Certificato di Destinazione Urbanistica.

Si tratta di un documento che riepiloga i dati salienti inerenti a una proprietà, in particolare che preveda la presenza di un terreno, che include:

  • Riferimenti catastali (foglio e particella catastale);
  • la destinazione urbanistica;
  • parametri urbanistici come ad esempio l’indice di fabbricabilità (possibilità di costruire, l’indice del dissesto dei versanti e l’indice di inondabilità).

Le disposizioni relative al CDU sono previste all’interno dell’articolo 30 del DPR n. 380 del 6 Giugno 2001 “Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”.

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Quando è necessario recuperarlo?

Il Certificato di Destinazione Urbanistica è uno dei documenti richiesti in caso di compravendita di terreni e di passaggi di proprietà che prevedano la presenza di fabbricati con almeno 5.000 metri quadrati e che costituiscano pertinenze di edifici censiti.

L’obiettivo del documento è quello di evitare abusi nell’utilizzo del terreno, informando l’acquirente sull’eventuale presenza di limiti e/o sulla possibilità di costruire.

Il CDU è un documento da allegare all’atto di compravendita, o anche in caso di scritture private, pena la nullità del documento (a meno di terreni che siano una pertinenza di immobili e la superficie complessiva dell’area sia inferiore a 5.000 mq). L’eventuale mancanza del documento è sanabile attraverso un atto successivo.

Dove è possibile reperirlo?

Come previsto dell’articolo 30 del DPR n. 380 del 6/06/2001 il CDU viene rilasciato dal Comune e redatto dal reparto tecnico di competenza dell’area.

Il certificato si basa sul PUC (Piano Regolatore Generale) e sul Piano Urbanistico Comunale e dà visione dell’esistenza di eventuali vincoli (es. paesaggistici, idrogeologico, vincolo cimiteriale etc.).

Quali sono le tempistiche e la durata?

Qualora si rendesse necessario la presentazione del CDU è bene muoversi per tempo dato che il rilascio non è immediato.

Come previsto infatti dal DPR. 6 giugno 2001, nr. 380 il CDU deve essere rilasciato dal Dirigente o Responsabile del relativo Ufficio Comunale che ha tempo 30 giorni dalla presentazione della richiesta. Il CDU ha la validità di un anno dal momento del rilascio, a patto che non ci siano state modifiche agli strumenti urbanistici.

In caso non venisse rispettata la scadenza dal Comune a cui sia stata presentata la richiesta è sufficiente fornire una dichiarazione che certifichi l’avvenuta presentazione della domanda insieme alla destinazione urbanistica del terreno.

Quali dati occorrono per richiederlo e chi può richiedere il CDU?

Il CDU può essere richiesto esclusivamente dal proprietario del terreno, o co-proprietario ed eventualmente da un erede (in caso di successione). È possibile prevedere una delega, a patto che venga presentata insieme ai documenti di identità delle parti (proprietario e delegato).

La richiesta del Certificato di Destinazione Urbanistica può avvenire sia presso gli uffici comunali che per modalità telematica.

Per richiedere il certificato è necessario presentare, insieme alla domanda:

  • fotocopia del documento di identità del richiedente (con eventuale delega);
  • dati catastali (Comune, Provincia, foglio e particella).

Quali sono i costi previsti per richiedere il CDU?

Riepiloghiamo di seguito i costi in cui si incorre nel momento in cui si proceda con la richiesta del CDU. Due marche da 16 euro (una delle quali è da consegnare al momento della richiesta della domanda e la seconda alla consegna del CDU).

Da tenere presente un aspetto importante: potrebbero essere necessarie più marche da bollo qualora il certificato emesso fosse più lungo di 4 pagine (Ogni 4 pagine è prevista infatti 1 marca da bollo). Diritti di segreteria: costi variabili in base al Comune a cui lo si faccia richiesta.

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