Mutuo casa: quello che c'è da sapere sui costi

Aggiornata il 08/07/2021da Redazione
Oggi, dopo un periodo di stallo, il mercato immobiliare ha finalmente registrato un’interessante ripresa e molte sono le persone che hanno intenzione di acquistare una casa per svariati motivi: per formare una famiglia, per darla in affitto o semplicemente per effettuare un investimento. L’acquisto di una casa, tuttavia, comporta la stipula di un mutuo e per questo è necessario sapere a cosa si va incontro, quali sono le spese che si dovranno sostenere e quale può essere il costo complessivo.
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Cosa c’è da sapere prima di stipulare un mutuo

Prima di stipulare un mutuo, il cliente deve prendere in considerazione una serie di fattori. Ovviamente, la somma complessiva del mutuo deve essere rapportata alle proprie capacità economiche e quindi al proprio reddito disponibile: solo così è possibile determinare la propria solvibilità, considerando anche il tasso di interesse concordato, oltre alla durata del mutuo e le spese accessorie.

In generale, è bene che l’importo delle singole rate non superino un terzo del proprio reddito disponibile, poiché potrebbero presentarsi delle spese inaspettate oppure situazioni a cui bisogna far fronte e che necessitano di liquidità immediata.

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Cos’è un mutuo?

Partiamo dalle basi: cos’è un mutuo sulla casa? Si tratta di un finanziamento garantito da un istituto di credito ad un soggetto per acquistare un immobile (o per ristrutturarlo) e che può avere una durata che va generalmente dai 5 ai 30 anni.

Ciò comporta quindi un impegno da parte del contraente a pagare il finanziamento in una serie di rate periodiche (solitamente mensili), comprensive anche degli interessi dal momento che si tratta di un prestito a titolo oneroso. L’istituto di credito che decide di concedere un mutuo deve effettuare una valutazione circa la solvibilità del contraente, osservando attentamente le sue capacità economiche in relazione alla rata da pagare su base mensile.

I tipi di mutuo esistenti e i vari tassi di interesse

In generale, i mutui che si possono sottoscrivere non sono tutti uguali, ma anzi hanno delle differenze circa il tipo di tasso che viene applicato dall’intermediario finanziario, che è anche il primo elemento che deve essere considerato quando si decide di richiedere un mutuo. Un mutuo può essere:

  • A tasso variabile: secondo questa modalità, il tasso che viene applicato al mutuo e che quindi stabilisce l’interesse dovuto può cambiare nel corso del tempo;

  • A tasso fisso: in questo caso, il tasso d’interesse dovuto sarà lo stesso per tutta la durata del mutuo, senza subire variazioni. Questo può essere uno svantaggio nel caso in cui nel tempo il tasso di mercato dovesse subire una diminuzione e quindi rivelarsi più vantaggioso per il cliente;

  • A tasso misto: secondo questo tipo di mutuo, il tipo di tasso interesse che viene applicato può variare ed essere all’occorrenza variabile oppure fisso, in base a quanto stabilito dal contratto;

  • A tasso doppio: il mutuo viene diviso in due parti, una a tasso fisso ed una a tasso variabile. Questo particolare tipo di mutuo viene sottoscritto quando si preferisce optare per una via intermedia tra tasso fisso e tasso variabile. In questo modo, quindi, si possono equilibrare i vari vantaggi e gli svantaggi di entrambi i tipi di tassi;

  • A tasso variabile ma entro dei limiti prestabiliti: permette di applicare un tasso variabile ma di restare comunque entro dei limiti, così da evitare un forte incremento dei tassi di interesse.

Al fine di effettuare la scelta più adatta alle proprie esigenze, può essere utile confrontare anche diversi preventivi e di conseguenza i costi che vengono proposti da diversi istituti creditizi.

Le spese accessorie di un mutuo

Come si è detto, quando si stipula un mutuo, ci sono poi una serie di costi da sostenere che vengono detti costi accessori e che sono dovuti nei confronti della banca. Tra tutte le voci di spesa, si ritrovano:

  • I tassi di interesse, già menzionati in precedenza, che sono dovuti a chi concede il mutuo;

  • Le spese di istruttoria, che possono essere fissi o calcolati in percentuale;

  • Le spese di perizia: si tratta di spese dovute al perito che effettua la valutazione dell’immobile e ne stabilisce il valore;

  • Le spese notarili: sono le spese dovute al notaio per la sottoscrizione del contratto di mutuo;

  • L’iscrizione dell’ipoteca nei registri immobiliari;

  • I costi del premio di assicurazione per coprire i danni sull’immobile;

  • Interessi di mora, ma solo nel caso in cui si verifichi un ritardo nel pagamento.

In altre parole, si verifica una maggiorazione del tasso di interesse in base a quanto predisposto all’interno del contratto, e si calcola basandosi sull’importo delle rate non pagate.

Ogni volta che viene sottoscritto un mutuo, viene formulato un piano di ammortamento, ovvero un progetto che mette in evidenza le modalità di restituzione del reddito richiesto attraverso delle rate con il tasso di interesse concordato. Ogni rata è composta da due parti: da un lato la quota capitale, che corrisponde all’importo del finanziamento restituito, e dall’altro la quota interessi, che per l'appunto riguarda l'interesse dovuto. Grazie al piano di ammortamento, quindi, è possibile conoscere le varie somme dovute anche nel lungo periodo.

Altri elementi da prendere in considerazione

Quando si sottoscrive un mutuo, poi, ci sono altri elementi da tenere in considerazione, come per esempio lo spread e il TAEG. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), in particolare, indica il costo annuale del finanziamento e viene espresso in percentuale.
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