Rendita catastale: cos'è e a cosa serve?

Pubblicata il 01/10/2020
rendita catastale

La rendita catastale è un concetto legato al mondo dell’immobiliare molto importante, poiché strettamente legato al calcolo delle imposte legate al possesso di un bene immobiliare, oltre che a vari altri indicatori sempre connessi alle proprietà immobiliari.

Se si possiede un’abitazione, può capitare spesso di imbattersi in questo concetto, quindi può essere importante conoscerne le specifiche e il funzionamento, così da saper interpretare nel modo corretto il dato numerico che lo esprime e sapere a cosa può servire. Anche nel caso di compravendite immobiliari, per chi deve comprare casa, è importante sapere qual è la rendita catastale dell’abitazione che va ad acquistare, così da poter prevedere a quanto potrebbero ammontare le tasse da pagare in seguito.

Vediamo quindi tutto quello che c’è da sapere sulla rendita catastale di un immobile.

A cosa serve la rendita catastale?

La rendita catastale è un valore fiscale che viene utilizzato al fine di determinare:

  • il valore catastale di un immobile, ai fini del calcolo delle imposte su successioni e donazioni e delle imposte catastale e ipotecaria. La rendita catastale è utilizzata per la determinazione del valore catastale come base imponibile e, nel concreto, questo avviene moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente prestabilito, che varia in relazione alla destinazione d’uso del bene preso in considerazione e alla sua categoria catastale di appartenenza

  • il valore di un immobile ai fini dell’imposizione diretta e del pagamento dell’Imu

  • il valore erariale di un bene e la sua redditività in termini erariali, così da determinare i valori di applicazione di tasse e imposte

In questo senso, la rendita catastale, secondo quanto dichiarato dall’articolo di legge che ne determina il funzionamento, “costituisce la base per la determinazione del reddito imponibile soggetto alle imposte e alle sovrimposte”. Sostanzialmente, quindi, la rendita catastale è il valore che viene attribuito a tutti i beni immobili che sono in grado di produrre o generare reddito e questo valore viene calcolato e definito con finalità fiscali.

Come calcolare la rendita catastale di un immobile?

Per calcolare la rendita catastale di un immobile, bisogna effettuare un’operazione matematica non troppo complicata, che può essere svolta anche da semplici cittadini - anche se può sempre essere meglio rivolgersi a un professionista del settore per evitare errori e poter interpretare al meglio i dati ottenuti.

In particolare, per quel che riguarda la maggior parte delle tipologie di immobili, il calcolo della rendita catastale si effettua moltiplicando queste due tipologie di valori:

  • la dimensione dell’immobile, espressa in metri cubi, metri quadri o vani catastali a seconda della categoria catastale di appartenenza del bene a cui si fa riferimento

  • un valore numerico specifico, elaborato dall’Agenzia delle Entrate e del Territorio, che varia in base alla zona in cui è situato il bene e alla sua destinazione d’uso. Questa cifra, riportata nelle cosiddette tabelle di estimo, viene proposta dall’Agenzia delle Entrate in base a una suddivisione del territorio nazionale in zone omogenee, all’interno delle quali gli immobili vengono ripartiti in base alle categorie e alle classi catastali di appartenenza

Per visionare la rendita catastale di un immobile si può consultare la visura catastale relativa, dove, fra i numerosi dati che costituiscono la “carta d’identità” di un’abitazione, si può trovare anche il numero che definisce la rendita. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate offre dei servizi dedicati per calcolare e visionare la rendita catastale del proprio immobile, così come molti siti specializzati (sia gratuitamente che a pagamento).

Rivalutazione della rendita catastale

Poiché il semplice valore della rendita catastale si è rivelato nel tempo uno strumento non sufficientemente preciso al fine di fungere da base imponibile per la tassazione sugli immobili, è stato necessario procedere all’ideazione di un sistema per la rivalutazione della rendita catastale.

La rivalutazione, che consiste in una rivalutazione del 5% (per gli immobili delle categorie catastali A, C, D ed E) moltiplicata per una serie di coefficienti differenti a seconda dell’imposta presa in considerazione, permette di ottenere il valore della rendita catastale corretto, aggiornato all’attuale situazione della proprietà.

Attribuzione della rendita catastale per le nuove costruzioni

Per poter conoscere la rendita catastale di un immobile nel momento in cui questo è appena stato costruito, è necessario che il proprietario richieda all’Agenzia del Territorio l’attribuzione della rendita catastale. Per le nuove costruzioni questa richiesta va inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui queste diventano agibili (in relazione alla destinazione d’uso prevista) e il proprietario stesso deve proporre al tecnico incaricato della valutazione un importo.

Se la rendita catastale attribuita è diversa da quella proposta, il contribuente ha il diritto di fare ricorso all'Agenzia del Territorio, che ha l'obbligo di notificare la rettifica all'interessato entro un anno di tempo: oltre questo periodo di tempo, la rendita proposta diviene definitiva.

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